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01/05/2017

Newsletter maggio 2017

Ho appena terminato un modulo della formazione in Educatore in Movimento Somatico con la scuola e approccio Body-Mind Centering® che seguo da diversi anni, in cui ho esplorato il sistema della fascia e dei legamenti. Rimanendo possibilmente nella semplicità, desidero condividere con voi alcune brevi riflessioni circa quanto ho riconosciuto e sperimentato in questo specifico sistema corporeo, in particolare un aspetto essenziale che l’Enneagramma veicola in quanto simbolo di ogni cosa e del tutto: quello della tensegrità.

 

Quando ho incontrato l’Enneagramma nel 2002 è stato inevitabile intuire da subito che ci sono numerose possibili connessioni tra la geometria e la simbologia dell’Enneagramma e l’architettura del movimento che avevo nella mia esperienza con la danza, la bioenergetica, la danza terapeutica e i diversi approcci corporei praticati. Con gli anni ha iniziato a rivelarsi che il modello dell’Enneagramma, come tutti i sistemi di conoscenza consistenti, può essere davvero letto a innumerevoli livelli, tanti quanti sono i livelli della realtà delle cose esistenti. Come un accorparsi unificato e distinto di diversi piani, rivela l’esperienza del viaggio della vita umana e l’ampiezza dei nostri movimenti interiori emotivi e mentali, e al contempo le tappe che caratterizzano l’evoluzione umana e la serie di stadi e cambiamenti che dall’embrione ci portano a diventare individui, aprendo comprensioni anche a piani che vanno oltre l’esperienza soggettiva e la materia.
Questa progressione di fasi e periodi della filogenesi e dell’ontogenesi è sempre presente nella memoria corporea, proprio come Gurdjieff nella sua potente e reale semplicità affermava: “Ciò che non potete trovare nel corpo, non potete trovarlo da nessun altra parte”. Nel definirsi un maestro di danza Gurdjieff sapeva bene che per fare in modo che l’utilizzo di qualsiasi strumento di crescita, incluso l’Enneagramma, possa essere allineato al processo evolutivo è necessario rivolgersi al corpo.

 

Nei movimenti nel e del corpo posso riconoscere qualità che corrispondono ad aspetti dell’esperienza istintiva, emotiva, mentale che l’Enneagramma descrive, e questa correlazione e simmetria è ciò che esploriamo nei laboratori mensili di Enneagramma e consapevolezza somatica anche attraverso l’utilizzo di metodi di ricerca corporea già in me consolidati. Tuttavia il sistema fasciale e dei legamenti che ho appena visitato e vissuto negli scorsi otto giorni ha qualità che unificano tutti i piani e i sistemi e che al contempo permette loro di avere una propria identità e singolarità. Anatomicamente la fascia è tessuto connettivo fibroso che ricopre tutto ciò che è contenuto nel corpo, unendo alcune strutture e permettendo ad altre di comunicare. La fascia è dappertutto e avvolge tutto, è estremamente adattabile e in continuo adeguamento e arrangiamento anche al solo minimo movimento del corpo. E’ tensegrità, meraviglioso e reale esempio di equilibrio tra tensione e integrità, è forma in continuo flusso di cambiamento, in comunicazione con il singolo e con il tutto. E’ armonia. E proprio come la coscienza, non ha soluzione di continuità. Tutte queste sono qualità della coscienza rivegliata, e sono anche caratteristiche che possiamo sentire di avere e vivere quando stiamo bene, quelle che manifestiamo quando emerge la parte migliore di noi, quelle che vogliamo e cerchiamo nelle relazioni, nel lavoro, nelle esperienze che facciamo.

 

Tornando alle considerazioni generali, uno degli aspetti che comprendo dell’affermazione di Gurdjieff è che continuiamo a cercare in giro qualità che abbiamo sempre a disposizione nel corpo, informazioni che possiamo contattare, riconoscere e con cui possiamo tornare a essere familiari. Quando tensione emotiva e mentale diventano fisiche, l’esperienza del ricordo di armonia e agio corporeo si riflette anche nell’ambiente emotivo del cuore e nel modo di funzionare della mente. E’ un viaggio di ritorno a sé non facile talvolta, che come spesso accade nei viaggi incontra inevitabili ostacoli e momenti di bonaccia. E’ un dialogo continuo tra conoscenza e azione, è diventare consapevoli delle relazioni che esistono in tutto il nostro corpo e possibilmente agire da tale consapevolezza. Questo allineamento di viscere, cuore e testa crea uno nuovo e superiore stato di coscienza. Ogni esperienza di presenza aggiunge tasselli e chiarezza al misterioso e magico disegno della vita e dell’esperienza umana che emerge alla coscienza.

 

L’intuizione iniziale avuta nel 2002 acquista con il tempo evidenza pratica, nel contenuto, nella forma e nel funzionamento. E’ un lavoro in corso che riconosco essere il percorso di ricerca della mia vita, in cui mi sento iniziare ora anche se è datato quanto me, che mi fa essere già sperimentata e al contempo sentire una debuttante, che mi riserva sorprese e scoperte continue che so essere senza fine.