Approccio integrale e dinamico

Un essere umano è una parte di una totalità chiamata da noi universo, una parte limitata in tempo e spazio. Egli fa esperienza di se stesso, dei suoi pensieri e delle sue sensazioni, come di qualcosa di separato dal resto, una specie di illusione ottica della sua consapevolezza. Questa illusione è come una prigione per noi, ci restringe ai nostri desideri personali e all’unione con poche persone, le più vicine. Il nostro obiettivo è liberarci da questa prigione, allargando il nostro cerchio di comprensione fino ad abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza”.
- Albert Einstein -

Considero l’Enneagramma uno strumento per l’evoluzione umana e un sostegno nel processo di riscoperta della nostra vera identità. Ho chiamato il mio approccio “integrale e dinamico” innanzi tutto perché ritengo fondamentale riappropriarsi della capacità di essere consapevoli delle molteplici dimensioni della realtà e di riconoscere l’unità. Idries Shah sosteneva che un uomo è veramente libero solo quando ha la scelta della dimensione della realtà cui dare attenzione invece che essere intrappolato nell’unica che è capace a riconoscere. Seconda motivazione della scelta del nome è il riconoscimento all’importanza che Gurdjieff attribuiva all’integrazione dei tre centri mentale emotivo e istintivo e al loro coinvolgimento dinamico e attivo nel processo di esplorazione ed evoluzione. Per questo nell’approccio che propongo, il lavoro di consapevolezza corporea ed emotiva è altrettanto importante di quello teorico. Un altro motivo è l’ispirazione che ho ricevuto dal lavoro di Ken Wilber e dalla sua Integral Theory.
Sono inoltre particolarmente interessata alle fonti delle informazioni e a considerare più visioni, teorie, opinioni e esperienze in un’ottica comparativa, includendo, possibilmente, i diversi aspetti del simbolo.

Che cosa è ‘Integrale’? Significa semplicemente più completo, equilibrato, comprensivo e collegato. Usando un approccio Integrale, sia negli affari, sia nello sviluppo personale, l’arte, l’educazione, o la spiritualità (o in qualunque dei numerosi altri campi), possiamo includere più aspetti della realtà e più della nostra umanità, per diventare consapevoli in modo più completo ed efficace in tutto ciò che facciamo.” – Ken Wilber -

Nell’approccio integrale e dinamico all’Enneagramma l’insegnamento e lo studio del simbolo forniscono la mappa per l’intelligenza cognitiva; l’indagine introspettiva sostiene la ricerca interiore e stimola nuove comprensioni; il lavoro con il corpo libera l’accesso all’intelligenza istintiva, rivela la connessione fra il movimento e i nostri stati interiori, guida verso la consapevolezza del ruolo della nostra manifestazione fisica nell’evoluzione verso stati superiori di coscienza; la pratica della meditazione crea lo spazio nel cuore e il supporto per l’alchimia della trasformazione che permette il rivelarsi delle qualità naturali ed essenziali.
L’orientamento di questo approccio è spostarsi da un senso di sé stessi e da un’identità basati sulla reattività, o ego, alla profonda e vera natura, integrando una conoscenza empirica degli aspetti che ci compongono e delle dimensioni della realtà in modo che la vita quotidiana esprima e manifesti proprio la molteplicità di questa profonda natura.

L’Enneagramma è oggi principalmente usato per descrivere nove tipi di personalità, come mappa degli aspetti psicologici dell’ego, delle fissazioni del carattere e degli schemi emotivi. Ma l’Enneagramma è molto di più. Descrive in ognuna delle nove parti di cui è composto le forze naturali che esistono dentro tutti noi, i differenti aspetti dell’esperienza umana in tutte le dimensioni della realtà. Le fissazioni della mente, le reazioni emotive e le distorsioni istintuali dei nove tipi di personalità funzionano come veli che ostruiscono l’esperienza della Realtà.
Siccome l’informazione agisce nello spazio della coscienza, l’Enneagramma è anche uno strumento di trasformazione. Permette di illuminare ed esplorare le sfaccettature del nostro essere che operano in modo automatico, vedendoli come maestri che illuminano i nostri aspetti più naturali in attesa di essere rivelati e vissuti attraverso l’espressione di talenti e capacità.

Con l’aiuto dell’Enneagramma e della nostra intenzione a scoprire chi siamo, ossiamo scoprire perché ci siamo trovati in un certo ambiente famigliare che ha favorito lo svilupparsi di uno specifico carattere e anche qual è lo scopo della vita. La psicologia fornisce di un corpo di conoscenza fondamentale riguardo alla formazione del carattere e alle sue funzionalità e disfunzionalità. La psicoterapia fornisce i mezzi per attenuare gli squilibri e vivere la vita in modo più efficiente. Entrambi hanno lo scopo di aiutare l’essere umano a diventare più funzionale e meglio inserito nella società e si interessano soprattutto all’esperienza cognitiva, che è un momento fondamentale dell’espansione della coscienza, tuttavia non sufficiente per una piena espressione di sé. Entrambe possiedono il limite di non essere in grado di gestire la realtà di una coscienza espansa e della dimensione spirituale nel viaggio della vita.
Quindi la psicologia e la psicoterapia, come sono generalmente praticate, interessano solo una parte del tutto. Dalla prospettiva spirituale anche una persona molto ben adattata alla società può continuare percepire il proprio carattere, la fissazione cognitiva, la reattività emotiva e la disorsione caratteriale come realtà ultima, può continuare a identificarvisi, e rimanere incosciente del proprio essere.

Questa realtà apparente, inconsapevole della dimensione spirituale e divina è la causa dell’inquietudine interiore e dell’ansia. Ritengo che la confusione e le difficoltà a trovare soluzioni e a cambiare sorgano quando non tutti gli aspetti della realtà sono riconosciuti e accettati e quando la situazione non è identificata nel contesto appropriato. Per questo nel mio lavoro sottolineo costantemente l’importanza della riscoperta, del sostegno e del coinvolgimento dei Centri di intelligenza e la conoscenza empirica e consapevolezza di tutte le sfaccettature del nostro essere, non solo dell’enneatipo in cui ci riconosciamo in un determinato momento della nostra vita.

I momenti di radicale trasformazione interiore sono momenti di integrazione, avvengono nell’attimo in cui l’esperienza è ‘integrale’ e ‘integrata’, non parziale o frammentaria come il modo automatico in cui interpretiamo gli eventi. Se si vuole indagare nella realtà, che sia la realtà relativa di questo momento o la Realtà assoluta, è necessario comprendere quell’integrale e dinamica coscienza umana che si svela in tutte le dimensioni sperimentabili o antecedenti lo sperimentabile e interpretabile.
Spesso anche i sistemi di conoscenza finiscono per essere utilizzati solo come strumenti per meglio gestire i dettagli della vita quotidiana, dimenticando che esistono per invitarci a trascendere quella collezione di schemi mentali, emozionali e comportamentali modellata dalla nostra storia personale.
Il primo passo richiede sicuramente la comprensione del propria reattività, dei veli che oscurano la visione della realtà, e il riconoscimento di ciò che si crede di essere e che si vuole far credere d’essere. Il sostegno di pratiche che aprono alla possibilità di accedere a stati di coscienza non abituali e automatici permette di scoprire che possibile riconoscersi oltre i conflitti ineriori e scoprire un’identità più grande e profonda che vive in equilibrio e pace.

In tale processo, intento, direzione e sostegno sono fondamentali. La reattività, l’ego che per definizione è soggettivo, non può vedere se stesso oggettivamente. L’evoluzione richiede che l’essere esistenziale – ego – e l’essere essenziale – coscienza – siano allineati. E’ necessario che attitudine e pratiche siano congruenti con le qualità della propria natura poiché se le pratiche e l’attitudine sono quelle automatiche del carattere, porteranno solamente a un più profondo avviluppamento in quella struttura.
Lo studio, le pratiche, la preghiera, la consapevolezza del corpo toccano aspetti diversi nella consapevolezza. Con questo approccio integrale e dinamico all’Enneagramma e alla conoscenza di sé, propongo di utilizzare questo simbolo come il dito che ci indica la luna per non rimanere intrappolati nella mappa e nelle idee, bensì entrare nel territorio.
Una delle attuazioni più interessanti di questo approccio è scoprire le connessioni interiori ed esplorarle attivamente, individualmente on in gruppo. Si inizia così a disimparare, a scartare tutto ciò che si crede di se stessi e, a Dio piacendo, ricordarsi di sé.