Che cosa e’ l’Enneagramma
L’Enneagramma è un antico, sottile e complesso sistema che permette di comprende il tutto osservandone le parti, recentemente usato per descrivere nove tipi di carattere e la loro complessa interrelazione.
Formalmente è rappresentato da un cerchio che include un triangolo equilatero intersecante una figura a sei lati. I punti che toccano il cerchio sono numerati da uno a nove in senso orario e sono collegati da linee e frecce in entrambe le figure interne.
G. I. Gurdjieff, colui che ha introdotto ufficialmente il simbolo nel mondo occidentale, insegnava che la figura stessa rappresenta il simbolismo numerico che riflette le leggi naturali regolanti l’accadere di tutti i processi. In essa è racchiusa e simbolizzata l’azione universale e coordinata delle due leggi fondamentali del ternario e del settenario. Il cosiddetto triangolo interno esprime la Legge del Tre, quella di una forza attiva, passiva e riconciliante, un’universale triplicità in tutto ciò che esiste. L’altra figura composta dai punti rimanenti, riflette la Legge del Sette che governa la progressione di tutti i processi. Il cerchio simbolizza l’Uno, lo zero, o meglio la spirale, perché il simbolo va inteso in senso dinamico.
Gurdjieff usava l’Enneagramma per descrivere l’ordine cosmico dell’universo, per comprendere la relazione e la trasformazione dei tre nutrimenti (cibo, aria, impressioni) nel corpo umano in connessione con i corpi superiori. Rappresentava i processi creativi come il movimento in senso orario attorno al cerchio partendo dal Punto Nove, considerando i Punti Tre e Sei come punti shock in cui avviene il collegamento tra i regni dell’essere e del diventare.
“Esistono menti che si interrogano, che desiderano la verità del cuore, la cercano, si sforzano di risolvere i problemi generati dalla vita, cercano di penetrare loro stesse e l’essenza delle cose e dei fenomeni. Se un uomo ragiona e pensa bene, non importa quale cammino egli segua per risolvere questi problemi, deve inevitabilmente ritornare a se stesso e incominciare dalla soluzione del quesito di che cosa egli stesso sia e di quale sia il suo posto nel mondo che lo circonda.”
- G. I. Gurdjieff -
L’esatta origine del simbolo è persa nella storia. Secondo J. G. Bennett, studente di Gurdjieff, è stato sviluppato nel XV secolo per esprimere i principi espressi dalla nuova scoperta del punto che separa l’intero dai decimali:
“Quando si divide uno per tre, si ottiene una successione infinita di tre, in questo modo 1/3 = ,33333 … o ,3 periodico. L’aggiunta di un’altra terza parte a questa produce una successione infinita di sei, 1/3 + 1/3 = 2/3 = ,66666 … o ,6 periodico. Quando si aggiunge anche la terza parte finale, ne risultano infiniti nove, in questo modo 1/3 + 1/3 + 1/3 = ,99999 … o ,9 periodico. Otteniamo quindi un simbolismo del numero uno come infinita ricorrenza del nove. Anche quando l’uno viene diviso per sette appare un altro è più complesso schema numerico, che non contiene né tre, né sei, né nove. Perciò 1/7 = ,142857142857 2/7 = ,285714 3/7 = ,428571 4/7 = ,571428 5/7 = ,714285 6/7 = ,857142. Quando si aggiunge la settima parte finale, questa sequenza scompare ed è sostituita ancora una volta dal nove periodico 7/7 = ,9.”
Gurdjieff diceva che “L’essenza è la verità nell’uomo, la personalità è la menzogna”. Parlava dell’esistenza di tratti di carattere dominanti in ciascun individuo, che non esitava a rispecchiare nei suoi allievi senza addolcire la pillola, ma non ha mai utilizzato un sistema psicologico strutturato come quello presentato successivamente da Oscar Ichazo e poi elaborato da Claudio Naranjo.
Per rendere più agevole la comprensione iniziale, è possibile catalogare l’Enneagramma in due grandi gruppi: uno è quello degli Enneagrammi che descrivono le caratteristiche specifiche dell’esperienza dell’ego, la nostra esperienza ordinaria, chiamati collettivamente Enneagramma delle personalità e l’altro è composto dagli Enneagrammi che descrivono le caratteristiche specifiche della cosiddetta esperienza illuminata, si riferiscono all’esperienza umana oltre la personalità, chiamato Enneagramma oggettivo.
Nell’elaborazione originale di Oscar Ichazo i vari Ennagrammi rivelano tutte le dimensioni dell’essere umano e della sua evoluzione e possono essere usati come mappe che descrivono le peripezie del viaggio iniziatico dentro se stessi. La prima tappa è comprendere come funziona l’ego, esplorare le zone oscure della psiche, le paure e i condizionamenti. Seguono la trasformazione e la purificazione che implicano corpo ed emozioni e richiedono la pratica della meditazione per sostenere il contatto con la qualità dell’attenzione.
“Dio ha fatto le creature come veli. Colui che le riconosce come tali è riportato a Lui, ma colui che le prende per reali è impedito alla Sua presenza.”
- Ibn al-Arabi -
Tutti gli esseri umani, indipendentemente dall’ambiente o dal modo in cui sono stati educati, sviluppano un carattere. Tutte le tradizioni spirituali condividono la comprensione che l’esperienza umana ordinaria è filtrata dal velo dell’ego, e che senza questo soggettivo oscuramento del carattere è possibile percepire la realtà oggettiva.
L’Enneagramma afferma che ogni anima sviluppa un determinato carattere secondo la sensibilità a una specifica qualità divina ed essenziale che si rispecchia in uno specifico talento naturale. Le strutture psicologiche sorgono come risposte e strategie per gestire l’illusione di distacco da aspetti della natura divina verso cui si è particolarmente ricettivi, un processo che accade per la maggior parte nella prima infanzia, modellato e alimentato dall’ambiente dei primi anni di vita. Mano a mano che il carattere si sviluppa, gradualmente si perde il contatto con la totalità, l’Essere, la vera natura, fino a quando le strutture psicologiche si stabilizzano e prendono tutto lo spazio nella consapevolezza. Questa sconnessione porta a nove diversi modi di vedere la realtà spogliata della sua innata profondità, nove percezioni incomplete che diventano credenze distorte e fisse riguardo a come le cose sono e che portano alla formazione di nove differenti tipi di carattere o enneatipi, ognuno con specifici schemi mentali, emozionali e istintuali.
I nove tipi connessi al simbolo dell’Enneagramma derivano da una tradizione di ricordo degli attributi divini riflessi nella natura umana. Nella tradizione cristiana le distorsioni di questi attributi diventano i peccati capitali. Sebbene li conteniamo tutti, uno emerge in maniera particolare. Siccome la personalità origina dalla perdita dell’esperienza di contatto con la natura profonda, significa che ha nel suo nucleo un’assenza, che è un senso del sé costruito attorno a un vuoto ed è inevitabile che quando si è identificati con essa, si faccia esperienza di un senso di deficienza che è imputato a varie cause caratteriali, ma che in realtà è l’ego stesso.
Ogni struttura dell’ego nasce in un dominio di coscienza specifico, un ambito sociale che crea particolari difficoltà e preoccupazioni e che deriva dai sistemi psicofisici che compongono l’anatomia umana. I nove domini sono: sentimenti, sicurezza, creatività, intelletto, interazione sociale, lavoro, autorità, moralità e spiritualità.
Ichazo sottolinea che gli ego-tipi non sono solo caratteristiche psicologiche poiché sono radicati negli organi, nelle ossa, nei muscoli, nel sistema nervoso, nelle ghiandole endocrine che compongono la nostra anatomia. Il cosiddetto Enneagramma delle personalità come si è sviluppato negli ultimi trent’anni soprattutto negli Stati Uniti ha conservato quasi esclusivamente l’aspetto psicologico dell’originario sistema, elaborandone e raffinandone alcuni elementi.Claudio Naranjo ha introdotto il termine enneatipo, che d’ora in poi utilizzerò, per indicare il complesso delle caratteristiche di ogni stile dell’Enneagramma.
La Fissazione è il “difetto cognitivo specifico”, il modo abituale di vedere il mondo, la visione oscurata della realtà, il modo di pensare e ragionare ordinario. Le nove fissazioni dell’ego di Ichazo sono: Perfezionista o Ego-Risentimento, Indipendente o Ego-Adulazione, Esecutore o Ego-Vanità, Ragionatore o Ego-Malinconia, Osservatore o Ego-Tirchieria, Avventuriero o Ego-Codardia, Idealista o Ego-Pianificazione, Giustiziere o Ego-Vendetta, Anticonformista o Ego-Indolenza.
La Passione è la sofferenza del cuore, la reazione che sorge dal senso di vuoto dell’ego e che conduce a stili emotivi specifici che cercano di riempire la carenza e al contempo ne ostruiscono la soddisfazione. Le nove passioni dell’Enneagramma di Ichazo sono Collera, Orgoglio, Inganno, Invidia, Avarizia, Paura, Gola, Eccesso e Pigrizia. Naranjo ha definito la passione del punto Tre Vanità e quella del punto Nove Indolenza. Le nove passioni prese insieme delucidano nove tendenze primarie che caratterizzano l’esistenza dell’ego umano.

Naranjo ha elaborato che a ogni enneatipo è connesso uno specifico Sistema difensivo che serve come protezione per il mantenimento della propria immagine di sé e dal senso di deficienza lasciato dall’assenza di contatto con la propria natura, stato intollerabile all’ego, che è quindi evitato in ogni modo. I sistemi difensivi possono essere visti come i campi di forza attorno al nucleo dell’ego che proteggono dallo stato provocato dal contattarlo.
Il tipo Uno utilizza la formazione reattiva per evitare l’espressione dell’ira e mantenere l’immagine di sé di essere buono e giusto e avere ragione; il tipo Due utilizza la repressione dei propri bisogni per evitare l’avere ed esprimere bisogni e mantenere un’immagine di sé di essere amorevole; il tipo Tre usa l’identificazione per evitare il senso di fallimento e mantenere un immagine di sé di avere successo; il tipo Quattro usa l’introiezione per evitare l’ordinarietà e mantenere un immagine di sé di essere autentico; il tipo Cinque usa l’isolamento per evitare il senso di vuoto e mantenere un’immagine di sé di essere preparato; il tipo Sei utilizza la proiezione per evitare il rifiuto di sé e mantenere un immagine di sé di essere leale; il tipo Sette usa la razionalizzazione per evitare la sofferenza emotiva e mantenere un’immagine di sé di essere una persona piacevole; il tipo Otto utilizza il diniego per evitare il senso di vulnerabilità e mantenere un’immagine di sé di essere forte; il tipo Nove usa la narcotizzazione per evitare il conflitto e mantenere un’immagine di sé di essere una persona armoniosa.
Le nove strutture dell’ego sono raggruppate in tre triadi, che compongono i Tre Centri di Intelligenza.
Otto, Nove e Uno sono collocati nella parte alta dell’Enneagramma e formano il cosiddetto Ego Storico che deriva dall’istinto di conservazione, il luogo della memoria del corpo, il Centro istintivo o delle viscere che permette di agire. Due, Tre e Quattro sono collocati nella parte destra dell’Enneagramma e fanno parte dell’Ego Immagine che deriva dall’istinto di relazione, preoccupato dall’immagine costruita dai condizionamenti, il Centro emozionale o del cuore che permette di desiderare. Cinque, Sei e Sette sono collocati nella parte sinistra dell’Enneagramma e costituiscono l’Ego Pratico che deriva dall’istinto di adattamento e analizza la realtà preoccupato della soddisfazione dei propri bisogni, il Centro mentaleo della testa che permette di sapere.
Quando l’essere è libero e la forza delle passioni e delle fissazioni perde potere, sperimenta le condizioni descritte dall’Enneagramma oggettivo. Nell’Enneagramma oggettivo, le Virtù descrivono l’atmosfera interiore risultante dal muoversi oltre l’identificazione con la struttura caratteriale e che al contempo sostiene la trasformazione.
Le Idee Divine rivelano in modo sorprendentemente chiaro il vero disegno della realtà come se ne fa esperienza nella coscienza illuminata.
Gli Enneagrammi delle fissazioni e delle Idee Divine sono situati nel centro mentale poiché si riferiscono alle credenze e percezioni della realtà: come si è visto, le fissazioni si riferiscono al complesso cognitivo che vede la realtà attraverso l’oscuramento della personalità e le Idee Sacre sono il senso della realtà non occultato. Gli enneagrammi delle passioni e delle virtù sono collocati nel centro del cuore, descrivendo rispettivamente gli stati emotivi quando si è identificati con la personalità, e la libertà da tale identificazione.
La mappa dell’Enneagramma illustra anche tre Varianti istintive: conservazione, adattamento o sociale e attrazione o sessuale, collocate nel Centro istintuale. Si tratta di pulsioni che quando motivate dalle passioni sono distorte nel tentativo di riempire il vuoto e che quando informate dalle virtù funzionano in modo fluido.
“Esiste solo una Luce,
e ‘tu’ e ‘io’
non sono altro che fori
nell’ombra della lampada.”
- Mahmud Shabistari -
Ogni Enneagramma rivela quindi la realtà in una delle sue dimensioni, è interpretabile a vari livelli. I nove punti dell’Enneagramma con tutto ciò che rappresentano esistono in gradi diversi in tutti gli esseri umani, sebbene uno di essi sia dominante e diventi ciò in cui ci si identifica e che si crede di essere. E’ un fatto di cui si fa esperienza quando si scopre che si comprendono meglio gli altri solo riconoscendo tutti i nove punti dentro di sé.
L’Enneagramma offre numerosi livelli di interpretazione, due fra essi sono particolarmente evidenti. Il primo permette il riconoscimento degli schemi della personalità e la diagnosi. Una seconda e più profonda funzione dell’Enneagramma conduce oltre la personalità nel regno dell’essenza e del sé, diventando un modello della coscienza che indica l’esistenza della personalità come un velo sul sé essenziale.
L’Enneagramma è molto preciso e può essere uno strumento preziosissimo per svelare il funzionamento dell’essere umano. Per crescere, però, per migliorare la propria qualità di vita, perché le virtù diventino degli stati stabili interiormente, è necessario molto più che delle interessanti informazioni sui nove tipi. Questa mappa dell’anima diventa funzionale quando è inserita in un contesto e viene praticamente utilizzata, combinata e integrata in una pratica, con una attitudine di amore per la verità, apertura e rispetto per il mistero della vita.
Uno dei grandi punti di forza e di interesse dell’Enneagramma è il suo essere oggettivo, non abbracciare una particolare ideologia e colloca al di fuori delle differenze dottrinali. Questo aiuta individui di fede religiosa, credo e opinioni a riscoprire la fondamentale unità che li rende simili. L’Enneagramma può quindi essere di enorme valore nel mondo contemporaneo per mostrare come, guardando oltre alle differenze superficiali che ci separano, possiamo scoprire e riconoscere un livello di umanità comune. E’ un veicolo potente che può affrancare dai confini della personalità e dalla trappola dei pensieri, emozioni e percezioni abitudinarie e accompagnare nel regno del Reale.
“Man ‘arifa nafsahu faqad ‘arifa Rabbahu” “Chi conosce se stesso, conoscerà Allah, subhanauh wa ta’ ala”. Prima è necessario conoscere se stessi. […] Al primo livello di conoscenza, la conoscenza di sé si arriva chiedendosi “Chi sono io?”, oppure chiedendo a qualcuno “Chi sei tu?”. [...] Quando raggiungiamo il livello dei cieli e impariamo su noi stessi, allora chiediamo di più. Chiediamo un altro tipo di conoscenza che ci permetta di avvicinarci alla Sua Presenza Divina, perché siamo stati creati per essere Suoi servi alla Sua Presenza Divina.”
Maulana Sheikh Nazim Al-Haqqani, domenica 5 novembre 2006
Fonti:
- Interview with Oscar Ichazo, Arica Institute, 1982
- Olivier Clouzot, L’Enneagramme à la lumière de l’Enneagone, Études Holistiques, Le Beausset, 1995
- Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi, Astrolabio 1996
- Sandra Maitri, The Enneagram of Passion and Virtues, Penguin Book, London, 2005
- A. H. Almaas, Facets of Unity, Berkeley, Diamonds Books, 1996
- J. G. Bennett, Enneagram studies, York Beach, Me; Samuel Weiser, 1983
- Don R. Riso & R.Hudson, The wisdom of the Enneagram, A Bantan book, New York, 1999
- Peter O’Hanrahan, Enneagram works, Berkeley, 2003
