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01/11/2008

Essenza e Carattere - seconda parte

pubblicato su Bioguida n°22 autunno 2008 e su Enneanuove n° 3 anno XI-2010

Essenza e carattere - seconda parte

La versione post-moderna dell’ansia della sopravvivenza, perlomeno nei paesi occidentali e industrializzati, in un clima di apprensione e precarietà generalizzata, è quella di tendere sempre più ad attaccarsi a ciò che si ha ed evitare il contatto con il dolore, nostro e degli altri.

L’angolo a sinistra dell’Enneagramma, guardando il simbolo come uno specchio, il punto Sei e le sue due ali punti Cinque e Sette, racconta l’esperienza propriamente umana della paura e dell’ansia nelle sue varie forme. Ognuno di questi tre punti si riferisce a diversi aspetti di questa inquietudine e delle corrispondenti qualità della realtà essenziale per le quali si è persa l’esperienza diretta.

Il Punto Sei descrive la percezione e la conoscenza diretta che la natura profonda degli esseri umani è Essenza, indipendentemente dal fatto che noi ne sentiamo la presenza e il contatto. Le qualità essenziali di Fiducia, Fede e Coraggio raccontano che l’Essere e la presenza sono le uniche solide basi che possono offrirci l’esperienza di sostegno e fiducia in noi stessi e nella vita.

Senza il riconoscimento di questi aspetti, nasce l’illusione di essere senza fondamenta. La struttura del carattere si manifesta quando la dimenticanza e la perdita di esperienza diretta della fiducia fondamentale si trasformano in inibizione e senso di debolezza. Non sentiamo più che le nostre vite hanno significato e ciò porta la preoccupazione e l’ansia descritte dalla passione rappresentata da questo punto. Paura è la definizione originale di Oscar Ichazo. Io scelgo di utilizzare il termine miscredenza che ritengo adatto a descrivere la caratteristica reattività emotiva di questo punto. La convinzione che il mondo sia un ambiente ostile e insicuro e l’incertezza costante riguardo agli aspetti più intimi e profondi di se stessi e degli altri e riguardo all’esistenza di Dio. Si esprime in un essere difensivi e sospettosi, e in una mente che mastica tutto e cerca motivazioni e sostegno all’esterno.

Questo punto ci invita a fidarci della bontà della vita e  di Dio e ad avere fiducia in noi stessi. Permette il riconoscimento della responsabilità individuale per la propria vita e ci ricorda che è nella nostra vera natura essere coraggiosi e capaci di gestire la realtà in ogni condizione.

Il punto Cinque descrive la completa comprensione ed esperienza di se stessi e della propria natura come individui  parte e manifestazione dell’intera realtà. Le qualità essenziali di Onniscienza e Non Attaccamento rivelano la capacità della coscienza di essere nel mondo e al contempo testimone oggettiva del mondo.

Senza il riconoscimento diretto di questi aspetti nasce l’illusione di isolamento e separazione dalla vita. La distorsione caratteriale si forma quando la dimenticanza dell’onniscienza si trasforma in senso di incapacità e conseguente inutilità. Ci sentiamo rassegnati a essere tagliati fuori, diventiamo disfattisti e ci rifugiamo in concetti mentali per cercare di comprendere il mondo. Ciò porta al distacco emotivo descritto dalla passione di questo punto, l’avarizia. Avarizia è il piacere di essere coinvolti solo nella mente ed è l’attaccamento alle cose che si esprime attraverso il non darsi né a se stessi né agli altri.

Questo punto ci invita a osservare noi stessi e gli altri in modo oggettivo e compassionevole, senza giudizio né aspettative. Ricorda che è nella nostra vera natura impegnarci nella realtà e condividere chi siamo, riconoscendo la non permanenza delle forme e contemplando l’infinita ricchezza del mondo.

Il punto Sette descrive la percezione che l’universo funziona in modo tale che gli esseri umani e tutta la creazione possono raggiungere la completezza secondo uno specifico disegno divino. Le qualità essenziali di Vastità, Visione d’insieme e Gioia rivelano il senso di beatitudine e gratitudine per la vita quando vediamo che le cose si stanno svolgendo seguendo il piano divino e che ne facciamo parte.

Senza la coscienza di questi aspetti dell’Essere nasce l’illusione che dobbiamo essere noi a decidere cosa diventeremo e la strada da seguire. La distorsione dell’ego accade quando la dimenticanza della possibilità di essere soddisfatti in ciò che stiamo vivendo si trasforma in senso di deprivazione. Sentiamo di doverci difendere dall’essere intrappolati nella sofferenza emotiva e ciò porta al desiderio di fuga da ciò che stiamo vivendo e al fantasticare sulle possibilità alternative descritti dalla passione rappresentata da questo punto, la gola. Gola è voracità fisica e mentale per il piacere e la sollecitazione. Si esprime nell’indulgenza al soddisfacimento dei desideri dell’ego e nella ricerca costante di stimolo attraverso l’anticipazione.

Questo punto ci invita a riconoscere che lo sviluppo dell’anima in contatto con l’Essere ha una direzione cosmica e a celebrare gioiosamente l’esistenza condividendo la felicità. Ricorda che è nella nostra vera natura essere appagati e accrescere la ricchezza dell’esperienza di tutti.

Questi tre punti presi insieme formano l’angolo paura, le distorsioni dell’ego qui rappresentate sono fondamentali per tenere le nostre coscienze lontane dalla guida divina.  Racconta tre diversi modi di dubitare, mettere in discussione e non fidarsi dell’esistenza e del sostegno di una realtà trascendente e la paura che ne deriva. Riconoscere le illusioni e riscoprire le qualità della dimensione essenziale qui rivelate, gli aspetti della percezione non oscurata di ciò che è, è importante per il risveglio e la scoperta della nostra forza e della fiducia fondamentale che ci danno il coraggio di seguire il nostro destino.

L’Enneagramma è innanzi tutto uno strumento spirituale, che sebbene possa essere utilizzato in numerosi ambiti, nel lavoro psicologico, gli affari, i problemi personali e altro, ha come scopo fondamentale di sostenere gli individui nella trasformazione ed evoluzione della coscienza. E’ una mappa che, quando sostenuta dall’esperienza e dalla pratica, può aiutarci a comprendere la realtà e armonizzarci a essa.

L’Enneagramma descrive in modo unico quanto la comprensione psicologica e la consapevolezza spirituale sono intrecciate e interconnesse nell’unità dell’esperienza umana. Risponde a chi, seriamente impegnato nel lavoro psicologico, si trova a un certo punto inevitabilmente a non trovare più risposte oppure ad avere capito molto senza essere cambiato e a chi, seriamente impegnato nel lavoro spirituale, deve affrontare il disagio psicologico perché l’apertura alle dimensioni dell’Essere che ha sperimentato e la fede non siano  esperienze passeggere e campate per aria, ma fondate su solide basi.