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01/12/2008

Essenza e Carattere - terza parte

pubblicato su Bioguida n°23 inverno 2008 e su Enneanuove n° 4 anno XI-2010

Essenza e carattere - terza parte

Le cose non sono come appaiono. Questo è uno dei più antichi insegnamenti spirituali e descrive il mondo come illusione, regno di apparenza, superficialità e inganno. L’angolo destro dell’Enneagramma, osservando il simbolo come uno specchio, il punto Tre e le sue due ali punti Due e Quattro, definisce ciò che riguarda esteriorità e presentazione, l’immagine che abbiamo di noi stessi e quella che proiettiamo agli altri. Ognuno di questi tre punti si riferisce a diversi aspetti del nostro vivere organizzati attorno alla forma e alla facciata delle cose e di noi stessi, in un mondo in cui la confezione diventa più importante della sostanza.

Il Punto Tre descrive l’aspetto dinamico dell’Essere, la creazione continua dell’universo che opera in base a leggi intrinseche, la percezione che tutte le trasformazioni della manifestazione sono interconnesse e armoniche. Le qualità essenziali di Valore, Interdipendenza e Accettazione raccontano che l’Essere si materializza  con amore in ciò che produciamo in modo naturale nel fluire dell’energia.

Senza questa consapevolezza, nasce l’illusione di dover prendere in mano le cose per farle accadere. Il carattere trasforma il valore in ricerca dell’immagine vincente e del successo. Non sentiamo più la nostra ricchezza intrinseca. Questo porta senso di vuoto interiore e di essere indegni, e l’identificazione con l’immagine descritta dalla passione rappresentata da questo punto, l’inganno. Inganno significa credere di essere solo l’apparenza e l’immagine che si propone agli altri. Si esprime nella coazione a esibirsi continuamente e nello sforzo per ottenere attenzione, riconoscimenti e applausi per ciò che si fa.

Questo punto ci ricorda che è nella nostra vera natura trarre piacere dal nostro esistere manifestando il nostro valore in ciò che facciamo, stimare gli altri e dar loro valore. Ci invita a svilupparci e proporci come esempio per il mondo.

Il punto Due descrive il riconoscimento che nell’operare globale dell’universo ci sono una volontà un’intelligenza unificate e una forza propria in cui noi siamo co-creatori.  Le qualità essenziali di Amore incondizionato, Servizio e Devozione rivelano la libertà di allineare le nostre azioni con la volontà di Dio.

Senza la coscienza di questi aspetti nasce l’illusione di poter ottenere e far accadere ciò che si vuole. Il carattere trasforma la dimenticanza della libertà in manipolazione. Ci sentiamo non amati e dipendenti, ci adattiamo agli stati emotivi degli altri e ci fingiamo diversi da come siamo, alimentando la falsa umiltà e il falso senso di sé descritti dalla passione di questo punto, l’orgoglio. Orgoglio è imitazione del senso di pienezza dell’essere e si esprime attraverso la repressione dei bisogni e la proiezione di un’immagine di abbondanza molto seducente.

Questo punto ci invita a nutrire noi stessi e gli altri. Ci ricorda che è nella nostra vera natura essere buoni e compassionevoli con noi stessi e gli altri, e che è Dio, il principio creatore, a scegliere cosa fare accadere attraverso di noi.

Il punto Quattro descrive la percezione che ogni cosa origina in Dio e ritorna a Dio. Le qualità essenziali di Bellezza, Originalità e Creatività raccontano che l’Essere si manifesta tramite l’espressione creativa originale e l’arte, rivelando il senso di equilibrio e unicità di tutto il creato.

Senza questa consapevolezza nasce l’illusione di possedere un’identità separata sconnessa dal principio creativo. Il carattere trasforma la dimenticanza della propria unicità in ricerca dell’immagine differente. Sentiamo di essere sconnessi e alienati dagli altri e da noi stessi e il senso di mancanza descritto dalla passione rappresentata da questo punto, l’invidia. Invidia è il desiderio della soddisfazione emotiva che gli altri sembrano avere, la non accettazione della posizione, della felicità e dei doni propri e altrui. Si esprime nella coazione al paragone di se stessi con ciò che è immaginato intrinsecamente migliore.

Questo punto ci invita all’amore per il sacro e a riconoscere che ogni cosa non è altro che la manifestazione dell’Essere stesso che si differenzia attraverso il fenomeno dell’esperienza. Ricorda che è nella nostra vera natura perdonare, lasciare andare il passato ed essere rinnovati da ogni nostra esperienza.

Questi tre punti presi insieme formano l’angolo immagine, le distorsioni caratteriali qui rappresentate sono fondamentali per tenere le nostre coscienze identificate con l’aspetto esteriore. Racconta tre diversi modi di ingannare noi stessi riguardo a chi siamo e il senso di vuoto e vergogna più o meno cosciente che ne deriva. Riconoscere le illusioni e riscoprire le visioni oggettive e le qualità dell’essenza rivelate, considerare che ciò che vediamo attorno a noi e le emozioni che proviamo dentro di noi sebbene siano la nostra realtà, potrebbero non essere la verità ultima, è importante per il risveglio e la scoperta della nostra identità reale e del senso di valore, una parte importante del nostro essere creature divine.