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01/05/2008

Seguire il divenire del proprio Essere

pubblicato su su Nonsoloanima nel maggio 2008

Seguire il divenire del proprio essere

Uno dei principi che reggono la struttura dell’ego è l’illusione di avere una volontà isolata, il miraggio di poter ottenere ciò che vogliamo, l’inganno che ci sia uno scopo personale. L’orgoglio ci fa desiderare le cose a modo nostro, viviamo in costante manipolazione interiore, interferiamo in continuazione cercando di far accadere cose diverse da quelle che si presentano, e questo rifiuto della realtà si manifesta nel corpo in una costrizione della fontanella sulla testa che ostruisce la connessione alla Volontà Divina.

La Volontà Divina è una qualità essenziale che rivela il volere unico che muove ogni cosa, l’Essere che con la propria volontà trasforma se stesso. In altre parole, c’è una realtà la cui volontà è universale e si manifesta attraverso tutti gli eventi, i movimenti e i cambiamenti secondo la propria direzione intrinseca e la propria scelta.

Ciò che comunemente crediamo essere la volontà è il fare pressione e lo sforzo dell’ego nel tentativo di adeguare noi stessi, gli altri e la realtà a come pensiamo dovrebbero essere. Possiamo chiamare ciò falsa volontà, una copia della qualità essenziale, un tentativo da parte della personalità di fabbricare ciò di cui ci si è dimenticati. Questa falsa volontà ha la caratteristica di essere rigida e di resistere in modo ostinato a riconoscere che non possiamo ottenere ciò che vogliamo, ed è spesso accompagnata da scarso senso di energia e vigore e dalla sensazione di vuoto nell’area genitale.

Quando siamo identificati con il senso di sé limitato e separato dell’ego, la nostra esperienza della volontà e del potere di scelta non sono liberi perché siamo vittime del nostro mondo emotivo, psicologico e concettuale. Quando l’esperienza interiore non è affrancata dal giudizio e dalle preferenze, neppure lo sono le nostre azioni.

La personalità vive l’arrendersi alla volontà di Dio come una rinuncia e come orgoglio ferito, perché in modo inconscio confonde ciò con la capitolazione ai genitori, ma la resa alla volontà di Dio è in pratica solo accettare ciò che è.

Non è rassegnazione, ma comprensione che il nostro successo o fallimento dipendono dall’armonia o dalla disarmonia della nostra volontà individuale con il Volere Divino e quindi cessazione del separare la propria volontà dalla realtà.

Sebbene arrendersi a ciò che è non richiede alcuna particolare condizione, imparare a discriminare la reattività dell’ego dalla risposta appropriata a ciò che la vita ci offre è un processo sottile e complesso. E’ necessario comprendere se alla base delle nostre azioni c’è reattività. Quando non ci piacciono le cose, le vogliamo diverse è c’è sforzo, significa che non siamo arresi alla Volontà Divina, ma alla volontà dell’ego.

Poiché all’inizio è difficile discriminare la motivazione che alimenta le nostre azioni è importante concentrarsi sulla resa a qualsiasi cosa si presenta interiormente, riconoscere in che modo interferiamo con gli eventi, come siamo d’intralcio al fluire della realtà, fino ad arrivare a comprendere che la via più semplice è quella di rinunciare alla propria causa personale e accordarci con qualsiasi cosa accada, senza neppure cercare di comprenderla.

Quando sperimentiamo ciò, ci rendiamo conto che quella che chiamavamo volontà, l’accanimento della personalità, è molto diversa dalla Volontà essenziale e riconosciamo che la vera volontà è seguire il divenire del proprio Essere. E’ il desiderio, l’aspirazione e la tensione verso l’alto che uniforma l’attività, interiore ed esteriore alla consapevolezza.

Molti di noi sanno che il rivelarsi dell’Essenza è inizialmente sperimentato attraverso sensazioni di chiarezza nella mente, amore nel cuore, volontà nella pancia.

Quando per la prima volta incontriamo la vera Volontà scopriamo che non richiede sforzo. Richiede azione, ma non fatica. Richiede pratica nell’essere presenti a qualsiasi cosa accade senza reazione, senza accettazione, senza attaccamento e senza preferenze.

In un primo momento è come un senso di determinazione, poi una percezione di sostegno interiore e fiducia che ci permettono di perseverare senza sofferenza, certi della propria capacità.

Essere completamente fusi e in armonia con la Volontà Divina è liberatorio: senza opposizione a ciò che accade, la nostra volontà e quella dell’universo sono uno. Non sto affermando che non abbiamo libero arbitrio, ma che non abbiamo libero arbitrio separato dal tutto e che la libertà è non avere volontà separata.

Non siamo come le altre creature che seguono solo l’istinto, siamo onorati dall’abilità di decidere coscientemente quel che faremo: il libero arbitrio è uno strumento dato in mano a tutti, e non è credere di sapere come le cose dovrebbero andare e fare quello che si vuole, comprare qualcosa che non possiamo permetterci o mangiare dolci ogni volta che ne abbiamo voglia, ma essere consapevoli di avere un mezzo da utilizzare come testimonianza di ciò che realmente siamo a livello essenziale. Non possiamo sfuggire al nostro destino, solo muoverci attraverso di esso utilizzando al meglio la nostra libera scelta.

Quando la nostra miracolosa capacità di scegliere è liberata dal piccolo mondo dell’ego, diventiamo capaci di esprimere l’essenza attraverso l’azione. Quando scopriamo che Dio creatore che possiede una Volontà Divina non è un’entità separata dal creato, comprendiamo che la nostra stessa esistenza è parte di tale Volontà. E quando il nostro libero arbitrio si allinea con la causa prima, il principio di Dio, l’impulso creativo, l’energia e l’intelligenza dietro la scelta iniziale di divenire, le nostre profonde aspirazioni e desideri spirituali diventano uno con l’intenzione originale di creare l’universo e iniziamo a riconoscere che il prossimo passo è legato a una scelta cosciente. La Volontà è così percepita come realtà in movimento con una direzione, un’intelligenza e una forza propri, riconoscendo che nell’universo c’è un volere unico, che ogni cosa che accade in ogni momento origina da questa coscienza o Volontà di Dio che si esprime attraverso di noi, co-creatori al Suo servizio.


Quando il desiderio si perde nell’Oceano dell’Essere o della Volontà di Dio “si puote ciò che si vuole”.

“Siamo creature del Cielo, ma legate alla terra, e per saper quel che Dio desidera da noi, dobbiamo sviluppare delle ali. Per conoscere la Volontà Divina dovete tagliare via i pensieri di questo mondo, e se solo per un minuto vi metterete alla presenza di Dio chiedendoGli di mostrarvi la giusta via da seguire per qualsiasi questione, vi sarà mostrato un semaforo verde o rosso, affinché sappiate se procedere o fermarvi.”

- Shaykh Muhammad Nazim Adil Haqqani-