Newsletter agosto 2020

Newsletter agosto 2020

In queste ultime settimane ho ripreso in mano un paio di testi di Ken Wilber e desidero dedicare questa newsletter e perlomeno la prossima di settembre ai concetti fondamentali del suo Approccio Integrale che fortemente permea e direziona il mio lavoro, la mia ricerca e la mia vita.

Ken Wilber è uno dei filosofi viventi più importanti al mondo, un eminente studioso dello stadio integrale dello sviluppo umano, un ricercatore della coscienza riconosciuto a livello internazionale. Nel 1977 ha scritto il suo primo libro The Spectrum of Consciousness, è il creatore della prima filosofia veramente completa o integrativa del mondo chiamata “Teoria integrale” e il riferimento teorico della psicologia trans-personale.
Incorporando studi culturali, antropologia, teoria dei sistemi, psicologia dello sviluppo, biologia e spiritualità, la teoria integrale è stata applicata in campi diversi tra cui ecologia, sostenibilità, psicoterapia, psichiatria, istruzione, economia, medicina, politica, sport e arte.
In breve l’approccio integrale è l’organizzazione, il coordinamento, l’armonizzazione e l’applicazione coerenti di tutte le pratiche, le metodologie e le esperienze pertinenti disponibili per gli esseri umani. Sonda, considera e utilizza l’intera gamma di risorse che l’essere umano ha a disposizione per ogni situazione.
Aiuta a vedere se stessi e il mondo che ci circonda in modo più completo ed efficaci. Il Modello Integrale pur essendo solo una mappa è la mappa più completa e accurata che abbiamo in questo momento storico.

Wilber spiega la necessità di un approccio integrale nel modo seguente: “Nel nostro attuale mondo postmoderno possediamo un’abbondanza di metodologie e pratiche appartenenti a una moltitudine di campi e tradizioni di conoscenza. Tuttavia, ciò che manca è un’organizzazione e coordinazione coerenti di tutte queste pratiche, nonché dei rispettivi insiemi di dati. Ciò che è necessario è un approccio che vada oltre questo indiscriminato eclettismo-pluralismo, verso un “pluralismo metodologico integrale”, che diriga verso un’autentica “teoria del tutto” e che aiuti ad arricchire e approfondire ogni campo attraverso la comprensione esatta di come e dove ognuno si adatta in relazione a tutti gli altri. […] Quello che cerco di fare è questo: se prendiamo tutte le verità che sono state proclamate in Occidente e in Oriente nelle epoche premoderne, moderne e postmoderne e se le mettiamo insieme, quale sistema di pensiero può onorare, riconoscere e integrare il maggior numero di verità proveniente dal maggior numero di tradizioni? […] Credo che il sistema integrale che ho suggerito sia quello che può riconoscere e includere il maggior numero di verità provenienti dal maggior numero di tradizioni, quindi è un sistema che può offrire alle persone una via migliore per aprire le loro menti e il loro cuore al sovrabbondante dispiegarsi del Kosmos, alla sua bontà, bellezza, e alle sue molte verità.

Dedico questa newsletter e la prossima alla presentazione di alcuni concetti fondamenti della sua proposta. Un’impresa un po’ velleitaria forse, considerando che Wilber ha prodotto una quantità enorme di materiale. Consapevole che quello che posso scrivere in due articoli è una parte decisamente minima, mi auguro che possa comunque trasmettere l’intenzione e la visione che tanto mi ha ispirata nei miei ultimi 25 anni.

I 5 elementi centrali della sua mappa sono: quadranti, livelli, linee, stati e tipi. Questi elementi non sono semplicemente concetti teorici, bensì aspetti della nostra esperienza, contorni della nostra coscienza, disponibili nella nostra consapevolezza, proprio ora.
Se impariamo a individuare questi elementi nella nostra vita possiamo facilmente apprezzarli, esercitarli, usarli, accelerare notevolmente la nostra crescita e sviluppo e vivere modi di essere più ampi e profondi. Una semplice familiarità con i 5 elementi del Modello Integrale aiuta a orientarsi più facilmente e completamente in questo emozionante viaggio di scoperta e risveglio.
Alcune di queste caratteristiche si riferiscono alle nostre realtà soggettive, alcune si riferiscono a realtà oggettive nel mondo e altre si riferiscono a realtà collettive o comuni condivise con gli altri.

Partendo dal nucleo della verità intramontabile della Filosofia Perenne la realtà è composta da vari livelli di esistenza – livelli di essere e di conoscenza – che vanno dalla materia al corpo, dalla mente all’anima e allo spirito.  Il termine Filosofia Perenne è stato originariamente introdotto da Leibniz e poi reso noto da Aldous Huxley e si riferisce alla tradizione meditativa non dualista in cui un solo Spirito immanifesto, indivisibile e indistruttibile – chiamato anche Assoluto o Coscienza – è il fondamento di tutte le cose. Nella Grande Catena o Campo dell’Essere della Filosofia Perenne ogni dimensione successiva più elevata include e trascende quella precedente, in una concezione di interi all’interno di interi all’interno di infiniti, che vanno dalla terra alla Divinità.
Secondo Wilber si tratta di un campo morfogenetico di spazio di sviluppo in cui le dimensioni possibili sono annidate una nell’altra, una visione d’insieme di livelli di crescente interezza, in cui ogni intero – chiamato olone – è incluso e trasceso da un intero più grande. Un olone è quindi sia una parte sia un intero. Pensiamo a come gli atomi sono inclusi e trascesi dalle molecole, queste dalle cellule e queste dagli organismi fino agli ecosistemi. Tutta l’evoluzione, inclusa quella della coscienza, sempre include e trascende, incorpora e va oltre.

I Livelli o stadi o fasi dello sviluppo sono gradi di organizzazione qualitativamente differenti contenuti appunto uno dentro l’altro in un’inclusione e connessione olistica tra oloni chiamata olarchia da Arthur Koestler del 1967. Una olarchia include un equilibrio tra gerarchia (livelli classificati qualitativamente) ed eterarchia (dimensioni mutualmente connesse).
I livelli della coscienza rappresentano le pietre miliari della crescita e dello sviluppo. L’acquisizione di un livello è permanente. Per esempio quando da bambini attraversiamo le fasi linguistiche dello sviluppo abbiamo poi accesso duraturo al linguaggio e la stessa cosa accade con altri tipi di crescita. Quando raggiungiamo stabilmente una fase di sviluppo possiamo accedere alle qualità di quella fase, come per esempio una maggiore compassione, un amore più avvolgente, un’etica più elevata, una mente più aperta.
Ogni fase rappresenta un livello di organizzazione o un livello di complessità. Per esempio, nella sequenza dagli atomi alle molecole, dalle cellule agli organismi, ognuna di queste fasi dell’evoluzione comporta un livello maggiore di complessità. La parola livello non è quindi intesa in modo rigido o esclusivo, ma semplicemente per indicare che ci sono importanti qualità fondamentali che tendono ad emergere.

Moltissimi autori hanno investigato quali possono essere le pietre miliari da percorrere nell’ascesa nei livelli. L’antropologo Jean Gebser per esempio ne riconosce 5: arcaico, magico, mitico, razionale e integrale. Il sistema dei chakra ne riconosce 7 e il sistema dei Livelli di Sviluppo di Riso-Hudson ne riconosce 9. Diversi modelli psicologici contemporanei hanno diversi livelli di sviluppo e la differenza tra loro è la qualità cui è data attenzione e quale aspetto si desidera  tracciare nella trasformazione. Se osserviamo per esempio lo sviluppo morale vediamo che attraversa la fase egocentrica (io, me) poi quella etnocentrica (noi) per arrivare a quella “pianetacentrica” (tutti).
Tutte le grandi tradizioni concordano che ognuno di noi ha un centro di gravità a un certo livello di sviluppo con cui si identifica e che il passaggio a un altro centro di gravità è enormemente difficile. Ogni pietra miliare nel passaggio a livelli superiori è una battaglia tra la vita e la morte in cui a un certo punto vince la morte dell’identificazione a quel livello, un passaggio inevitabilmente molto doloroso e traumatico.

A differenza dei livelli che sono tratti permanenti, gli Stati sono soggettivi e temporanei. Sono fondamentalmente di due tipi: naturale e alterato. Gli stati naturali di coscienza sono quelli identificati dalla Filosofia Perenne: veglia/denso, sogno/sottile e sonno profondo/causale. L’importanza di questi stati naturali è che ogni essere umano a qualsiasi livello di sviluppo ha a disposizione tutto lo spettro della coscienza, dall’ego, all’anima allo spirito, almeno come stato temporaneo, perché tutti gli esseri umani o sono svegli o sognano o dormono.
Le grandi tradizioni come il misticismo cristiano, l’induismo Vedanta, il buddismo Vajrayana e la Cabala ebraica sostengono che i tre stati naturali di coscienza in realtà contengono un tesoro di saggezza e risveglio spirituale, sapendo come usarli correttamente.
Gli stati alterati di coscienza sono non ordinari e sono indotti da sostanze allucinogene, droga, esperienze meditative o di pre-morte. Anche durante uno stato alterato possono accadere esperienze spirituali o divine a chiunque a qualsiasi livello di sviluppo.
Ognuno sperimenta vari tipi di stati di coscienza che spesso alimentano la motivazione, il significato e gli impulsi che ognuno vive in modo soggettivo e più o meno importante. Siccome chiunque può sperimentare qualsiasi stato, ciò che è chiaramente differente è il modo in cui questi sono interpretati, dipende quindi dal livello di sviluppo della persona che lo sperimenta.
Comunque, per quanto profonde possano essere queste esperienze elevate sono sempre stati temporanee e perché uno sviluppo della coscienza possa accadere è necessario che siano convertite in realizzazioni e tratti permanenti.

Le Linee di sviluppo che scorrono nei Livelli del Grande Campo dell’Essere includono insieme a molte altre: morale, affetti, senso di sé, identità di genere, sessualità, cognizione, idea del buono, ruoli, capacità emotive e sociali, creatività, altruismo, gioia, abilità comunicativa, modi di vivere lo spazio e il tempo, bisogni, visione del mondo, abilità logiche e matematiche, abilità cenestesiche, empatia e diverse linee spirituali come la cura, l’apertura, l’attenzione, la fede religiosa.
Sebbene queste linee sono inevitabilmente intrecciate e correlate, possono essere relativamente indipendenti e tendono a evolversi a velocità diverse crescendo in modo non sequenziale ne uniforme. Infatti ognuno di noi può essere molto sviluppato in alcune aree e carente in altre.
Ogni linea sviluppa nei livelli in modo lineare e olarchico perché passa a livelli superiori incorporando e trascendendo i precedenti senza che nessuno stadio possa essere saltato.

Possiamo pensare a queste linee di sviluppo come intelligenze multiple che si sono evolute in risposta alle domande fondamentali della vita. Gli esseri umani hanno una varietà di intelligenze, come per esempio l’intelligenza cognitiva, l’intelligenza emotiva, l’intelligenza musicale, l’intelligenza cenestesica e così via. Tutti gli esseri umani eccellono in alcune e hanno difficoltà in altre. Questa non è una cosa negativa. Parte della saggezza integrale è scoprire dove si eccelle e quindi quali sono i doni che si possono offrire al mondo. Significa che è utile essere consapevoli dei nostri punti di forza e delle intelligenze in cui possiamo brillare, delle nostre debolezze e delle aree in cui abbiamo grandi difficoltà o addirittura patologie. Essere “sviluppato integralmente” o “integralmente informato” non significa eccellere in tutte le intelligenze conosciute, bensì sviluppare una buona capacità di riconoscere dove si trovano i propri punti di forza e di carenza.

È interessante e importante notare che in alcuni tipi di lavoro psicologico e spirituale possiamo essere introdotti a sperimentare uno spettro completo di stati di coscienza elevati ed esperienze corporee fin dall’inizio, come le esperienze meditative o spirituali o gli stati alterati. La ragione per cui ciò è possibile è che molti dei principali stati di coscienza (come la veglia, il sogno e il sonno profondo) sono possibilità sempre presenti.
Tuttavia è impossibile essere introdotti nelle qualità dei livelli di coscienza superiori senza crescita e pratica reali perché questi si sviluppano in sequenza. Le fasi si basano sui loro predecessori in modi molto concreti, quindi non possono essere saltate: come nel passaggio dagli atomi, alle molecole, alle cellule, agli organismi non si può passare dagli atomi alle cellule e saltare le molecole. Questa è una delle più  importanti differenze tra stati e stadi.
È ampiamente dimostrato che con la pratica ripetuta che sostiene il contatto con gli stati superiori gli stadi di sviluppo tendono a svolgersi in modo molto più rapido e semplice. Più ci immergiamo in stati più elevati di coscienza autentici, come per esempio gli stati meditativi, più velocemente cresceremo e svilupperemo attraverso gli stadi della coscienza.
Non è possibile saltare le fasi effettive, ma è possibile accelerare la crescita attraverso di esse utilizzando vari tipi di pratiche trasformanti che sono una parte importante dell’approccio integrale.

I Tipi di personalità hanno una natura orizzontale, evidenziano il possibile orientamento a qualsiasi livello e possono o meno essere riscontrati in qualsiasi stato. È qui che possiamo riconoscere i tipi dell’Enneagramma come nella grande maggioranza dei casi sono trattati, i tipi Jungiani, quelli definiti dal Myers-Brigg il maschile e il femminile e così via. Anche in questo caso nessuno ha la risposta finale e tutti hanno qualcosa di importante da trasmettere. Questo genere di tipologie orizzontali è molto utile quando è combinato con livelli, linee e stati.
I Livelli di Sviluppo di Riso-Hudson per esempio sono l’unico approccio che considera i tipi anche nella dimensione verticale e per questo secondo Wilber l’unico modo di comprendere davvero la mappa dell’Enneagramma, di trattarla in modo integrale e davvero funzionale e utile.
Possiamo avere versioni sane e malsane dei tipo. Riconoscere che qualcuno è intrappolato in un tipo malsano non è un modo per giudicarlo, ma per capire e comunicare in modo più chiaro ed efficace.
Usando l’approccio integrale è possibile identificare le dimensioni dei tipi sani e malsani che operano in noi e negli altri. L’attenzione è rivolta non a tipi di persone ma a tipi nelle persone e tutte le tipologie sono utili per aiutarci a capire e comunicare con gli altri.

Un aspetto fondamentale della mappa è l’Io che fa l’esperienza percepito come prossimale e l’Io che osserva chi fa l’esperienza percepito come distale, che insieme ci danno un senso generale di noi stessi.
Ogni volta che il sé incontra un nuovo livello nel Grande Campo dell’essere inizialmente ci si identifica, poi vi si consolida e poi vi si dis-identifica, lo trascende includendolo e integrandolo nel livello successivo.
L’esperienza degli stati superiori agisce come un lubrificante nella spirale dello sviluppo, aiutandoci a dis-identificarci con uno stadio inferiore in modo che possa emergere il livello superiore successivo, fino a quando rimaniamo stabilmente a livelli più alti di consapevolezza su base continuativa, quando quindi uno stato di passaggio è diventato un tratto permanente. Questi tipi di addestramento degli stati superiori, come per esempio la meditazione, fanno parte di qualsiasi approccio integrale alla trasformazione.

L’approccio integrale è totalmente differente da quello di combinare diverse teorie, metodi e tecniche, cosa molto frequente e normalizzata in particolare negli ambienti New Age. È la differenza tra l’alchimia del cucinare usando ingredienti adeguati e l’assemblaggio di ingredienti in un’insalata o una macedonia.
Una psicologia integrale vuole abbracciare e sostenere le comprensioni sia della religione sia della scienza in nome della spiritualità. Onorare il contributo delle tradizioni antiche e della modernità e riconoscere i limiti di entrambe. Considera e integra le intramontabili verità della Filosofia Perenne con le informazioni della modernità e le le sue differenti scale di valori.

Ho una regola importante: tutti hanno ragione. Più specificamente, tutti – incluso me – hanno alcuni importanti pezzi di verità e tutti questi pezzi devono essere onorati, amati e inclusi in un abbraccio più gentile, spazioso e compassionevole.” – Ken Wilber –

Che questo agosto ci permetta di rallentare e ricaricarci lasciando che ciò che è davvero importante maturi.

Maura Amelia Bonanno