Newsletter maggio 2021

Newsletter maggio 2021

I mesi scorsi ho introdotto prima come la lettura orizzontale della mappa dell’Enneagramma – specificatamente nell’approccio sviluppato da Riso-Hudson – descrive 9 Paure fondamentali di base e poi l’origine di queste paure secondo la teoria originale di Ichazo. Questo mese voglio dedicarmi alla direzione e bersaglio di queste paure, agli aspetti della nostra esperienza in cui esse si manifestano e diventano particolarmente evidenti. Si tratta della nostra pulsione a sopravvivere, delle qualità dell’intelligenza istintiva che possono essere risorse ed esprimersi in modo funzionale oppure essere governate dalla paura e disfunzionali.

L’istinto è un impulso, una tendenza innata e naturale che spinge tutti gli esseri viventi ad adottare comportamenti o compiere atti utili o necessari alla conservazione propria o della specie senza l’intervento della volontà o del ragionamento. È una caratteristica insita nel patrimonio genetico, una forza interna all’organismo molto utile che mira alla soddisfazione dei bisogni primari.
L’istinto fa parte della nostra natura e dello sviluppo biologico e ci permette di essere vivi e di sostenere la vita. Il corpo sa come occuparsi del funzionamento fisiologico fondamentale come la respirazione e il pompaggio del cuore, sa quando sono necessari cibo e idratazione, sa quando c’è bisogno di rifugio, calore, riposo ed evacuazione, di connessione con gli altri, di sesso, di energia e di stimolazione.

Parlare della nostra parte istintiva può toccare zone molto profonde e delicate, suscitare senso di inadeguatezza e vulnerabilità e metterci sulla difensiva perché è la parte in cui ci sentiamo più feriti e frustrati. Questa parte di noi è sia quella che ci fa godere la vita quando c’è equilibrio tra le diverse pulsioni, sia quella che ci preoccupa e ci causa frustrazione quando c’è squilibrio.

Gli animali che mantengono un rapporto con la natura si basano quasi esclusivamente su questa intelligenza, invece negli umani anche le azioni finalizzate alla soddisfazione dei bisogni primari sono fortemente influenzate e guidate dalla sfera emotiva e mentale, oltre che modellate da fattori educativi, sociali e culturali. Proprio per la sua natura irrazionale l’istinto può scatenare forte reattività e portarci fuori strada senza che ce ne rendiamo conto. Quando è governato da pensieri ed emozioni di paura e agisce in modo automatico e inconsapevole ci incatena in schemi fortemente limitanti e pregiudizi che sono la prima barriera al cambiamento, alla libertà e al benessere. Non rendersi conto di questo mantiene a un basso livello di consapevolezza e fomenta conflitti, in modo particolare nelle relazioni intime dove si hanno maggiori aspettative e coinvolgimento.
Meno consapevoli siamo del movimento e delle dinamiche di queste forze interiori, più facilmente la paura prende campo, più soffriamo e reagiamo male quando i bisogni cui diamo priorità non sono appagati. Crediamo che la nostra sopravvivenza dipenda dal soddisfare determinate pulsioni e non altre. Nelle relazioni ci aspettiamo che l’altro condivida la nostra ossessione e la fusione negativa nelle coppie spesso accade irritandosi a vicenda circa pulsioni dominanti differenti o il rafforzamento della comune pulsione dominante.

L’intelligenza istintiva agisce in tre aree della sopravvivenza: Conservazione di sé, Sessuale e Sociale. Specificatamente Ichazo identifica che per ognuno di noi una di queste tre aree è dominante e causa di maggiore preoccupazione rispetto alle altre due. Nella lettura dell’Enneagramma, ad agire sugli istinti e renderli nevrotica e ossessivi è la reattività emotiva specifica di ogni tipo, le nove Passioni conseguenti alle nove distorsioni cognitive che abbiamo visto il mese scorso. In altre parole, gli ambienti emotivi peculiari dei nove tipi interferiscono e distorcono l’intelligenza istintiva. Gli istinti ci motivano e il tipo costruisce modi e strategie per soddisfare questa motivazione. L’istinto dominante è l’area della vita in cui la Passione maggiormente agisce.

L’Istinto di Conservazione di se è la forza vitale  fondamentale, la spinta a sopravvivere e preservare la vita. Quando è sano e funzionale ci fa riconoscere i nostri veri bisogni, ci fa mantenere il corpo sano e pulito per mantenere equilibrio e chiarezza e ci fa sentire nostro agio e rilassati in qualsiasi condizione.
La paura che prende il sopravvento in questo istinto può seriamente minacciare la sopravvivenza che si crede di preservare. Porta a essere ossessionati dalle questioni di salute al punto da diventare manchevoli nella cura di sé. Per esempio eccedendo nel consumo di cibi di conforto, alcol e medicinali, oppure con il rigoroso controllo della propria dieta, facendo troppo esercizio fisico, dormendo male, essendo ossessionati dai soldi, agendo in modi deliberatamente autodistruttivi. Porta a controllare le proprie risorse in modo coatto, a essere esageratamente attenti e meticolosi nella pianificazione della propria vita, ad avere difficoltà a comprendere i bisogni degli altri e a cambiare stile di vita.
In questo periodo storico possiamo riconoscere la paura che governa questo istinto per esempio nelle procedure anti-covid agite in modo esagerato e irrazionale, nell’eccesso di mantenimento della distanza e di utilizzo di prodotti di disinfezione, nell’utilizzo della mascherina anche quando non serve, nella corsa al vaccino, nell’impegno in pratiche e comportamenti che diventano malsani invece che di sostengo alla salute.

L’Istinto Sessuale è l’energia e lo sviluppo di ciò che ci rende più adatti alla migliore sopravvivenza. Quando è sano e funzionale ci fa sentire vivi, aperti al nuovo, pronti a rischiare, capaci di trasformarci e cambiare, ci indica se qualcosa o qualcuno è o non è l’esperienza giusta da fare per evolvere.
La paura che prende il sopravvento in questo istinto può seriamente minacciare l’evoluzione che si crede di sostenere. Porta a seguire la pulsione alla stimolazione e ad abbandonare anche ciò di cui si ha realmente bisogno perché non offre la carica vitale desiderata. Fa prediligere attività pericolose e rischiare incidenti. La vita può diventare ricerca di puro eccitamento, dissipazione, depravazione e ossessione. Può portare alle attrazioni fatali, al perdersi in qualcosa o in qualcuno e anche alla ricerca di immolazione come massima stimolazione, perdendo il piacere di ciò che si sta facendo.
In questo periodo storico possiamo riconoscere la paura in questo istinto per esempio nella sfida aggressiva a chi si fida ciecamente dell’informazione pubblica e a chi segue meccanicamente le regole senza contestualizzarle, nella rabbiosa irrequietezza per le limitazioni, nell’impegno a forzare una verità a tutti i costi e un cambiamento nell’altro con modalità che sono rifiutate invece che ascoltate.

L’Istinto Sociale è la spinta a formare legami e affiliazioni, a raggrupparsi per bisogno di sostegno reciproco. Quando è sano conduce all’altruismo e al sacrificio sincero, porta a voler essere coinvolti in un sistema più grande e contribuire personalmente a qualcosa di significativo nel mondo.
La paura che prende il sopravvento in questo istinto può seriamente minacciare il sostegno che si crede di costruire. Porta a essere molto preoccupati di quanto si piace o non piace agli altri, attenti ai bisogni immaginati dell’altro tanto da trascurare i propri, presi dalla relazione con il resto del mondo fino a trascurare le persone amate. Qui la paura costruisce idee e preconcetti sugli altri, manipola per dominare in modi strategici, crea relazioni di co-dipendenza. Fa intrattenere in conversazioni sul nulla per evitare il silenzio e sentirsi bene con se stessi. Porta a difendere rigidamente la propria posizione e il proprio ruolo nella sfera sociale.
In questo periodo storico possiamo riconoscere la paura in questo istinto per esempio nella strumentalizzazione politica della pandemia, nella manipolazione della comunicazione da parte dei media, nelle scelte personali egoiche giustificate dal senso civico e sociale, nella formazione di fazioni pro e contro regole e comportamenti, nella ricerca di menti simili con cui sentirsi giusti.

Il nostro benessere moltissimo dipende dall’equilibrio degli istinti. Più presenti siamo, più gli istinti operano in cooperazione e in modo adeguato alle necessità del momento. Meno inconsapevolmente ossessionati siamo, meno reagiamo e dobbiamo difenderci quando sono stuzzicati. Pur essendo fondamentale riconoscerla, non possiamo agire direttamente nell’area della vita che maggiormente è il bersaglio delle nostre paure, ne volontariamente interrompere l’ossessione o cambiare emotivamente o mentalmente a riguardo.
Ciò che possiamo fare è dare attenzione e agire nelle aree che tendiamo a considerare poco importanti, a negligere e a giudicare anche negativamente. Nutrire la parte sana e di risorsa degli istinti permette a questa intelligenza di esprimersi in modo più equilibrato. Tutte le volte che ci ricordiamo di portare consapevolezza a ciò che abitualmente dimentichiamo, allora tutto il sistema risponde, ci sentiamo meglio riguardo a noi stessi, l’autostima e la fiducia nelle nostre capacità aumentano, diventiamo meno schiavi della paura e facciamo scelte più sane e adeguate per noi stessi, per chi amiamo e per tutta la creazione.

Nutrire le aree neglette non è facile perché significa impegnarsi in attività che non ci piacciono, che giudichiamo male, che temiamo, che riteniamo inutili, che crediamo portino via tempo ed energia alle aree della vita in cui invece ci identifichiamo. Richiede intenzione, motivazione, attenzione e disciplina. Non basta pensarci, bensì è necessario agire qualcosa di semplice che ci nutre davvero e che porta benefici al nostro equilibrio. È avere voglia di prenderci cura di noi stessi e far emergere una parte di noi meno abituale, attuare una ristrutturazione della mente attraverso l’azione. Il primo passo è difficile, non ci piace e possiamo scoprire di avere delle resistenze a farlo perché implica il coraggio di fronteggiare i nostri pregiudizi e accogliere ciò che spaventa, ma una volta iniziato ci rendiamo conto che non è terribile come avevamo immaginato e i risultati ci motivano a continuare.

Stiamo vivendo una situazione storica globale perfetta per riconoscere le nostre reali paure ed esserne meno schiavi e per illuminare gli aspetti della nostra vita che hanno necessità di cura e nutrimento. Il tempo ci dirà se abbiamo colto l’invito.

 Maura Amelia Bonanno