I Nove Punti e Tipi dell’Enneagramma

L’Enneagramma descrive in modo sorprendentemente preciso differenti aspetti dell’esperienza umana e nove diversi tipi di personalità, ciascuno con specifici modelli mentali, emotivi e motori.

 

Ognuno di noi fa esperienza delle qualità di tutti i nove punti, tuttavia nasciamo con un punto dominante, che è il nostro tipo. Il tipo definisce lo schema di credenze, preconcetti, valori, reattività, motivazioni, comportamenti abituali che definiamo “me stesso”.  Descrive il modo in cui gestiamo le diverse intelligenze, come trattiamo la nostra mente, le emozioni, le sensazioni, le pulsioni e come viviamo i momenti felici e sereni e quelli difficili o la tensione.

L’Enneagramma afferma che ogni essere umano ha una sensibilità e ricettività particolari per specifici aspetti e qualità della realtà essenziale e che la perdita di esperienza interiore diretta con tali qualità e l’illusione di mancanza che ne sorge porta a nove diversi modi limitati, meccanici e inconsci di vedere e interpretare l’esistenza, gli eventi e le situazioni. Si tratta di nove percezioni incomplete che diventano credenze distorte e fisse riguardo a come le cose sono e dovrebbero essere.

Il tipo di personalità dell’Enneagramma è quindi il complesso di strategie mentali, emotive e istintive messe in atto per gestire l’illusione di sconnessione dalla parte più vera e profonda di noi stessi e il senso di mancanza che ne consegue.

 

Ogni tipo è una costellazione in dinamica continua, un intero complesso. È importante ricordare che non cambiamo tipo di personalità durante la nostra vita, mentre possiamo cambiare la consapevolezza con cui lo viviamo e lo esprimiamo.
A definire il nostro tipo non è ciò che proviamo, pensiamo o facciamo, ma come tendiamo a interpretare e gestire ciò che proviamo e pensiamo e la motivazione nascosta che informa le nostre scelte e le nostre azioni. Così come a indicare la nostra consapevolezza non è quanto bene o male ci sentiamo, ma quanto è ampia o ristretta la prospettiva da cui riconosciamo e viviamo le esperienze che si presentano nel bene e nel male. Inoltre non tutto nella descrizione del nostro tipo è calzante in ogni momento, innanzi tutto perché oscilliamo costantemente a livelli diversi di presenza e poi perché siamo in grado di riconoscerci per quanto siamo consapevoli e presenti in questo momento.

 

Nessun tipo di personalità è intrinsecamente migliore o peggiore di un altro, tutti hanno talenti e difficoltà unici. Per questo sono originariamente utilizzati i numeri, neutrali in termini di valore qualitativo, considerando che la quantità rappresentata dal numero non è significativa: un numero più grande non è migliore di un numero più piccolo. Inoltre, nessun tipo è intrinsecamente maschile o femminile quindi sebbene le descrizioni sono indicate al maschile, sono universali e non hanno variazioni di genere.

 

Le nove sensibilità e le strutture caratteriali sono anche archetipi ed esperienze in cui tutti possiamo riconoscerci. I filosofi greci utilizzavano il termine archetipo per riferirsi ai principi universali e ai modelli preesistenti della realtà. In particolare Plotino (III sec. d.C.) nel suo libro Enneadi – che racchiude l’essenza del nostro Enneagramma – si riferisce agli archetipi come alle idee universali presenti nella mente di Dio e da cui è derivata la Creazione. Una di queste Idee è dominante dalla nascita ed è la matrice del nostro tipo per tutta la vita. Il nostro tipo definisce quindi sia le qualità per cui siamo particolarmente ricettivi e i nostri talenti naturali, sia i modi in cui inconsapevolmente cadiamo in pensieri, emozioni e comportamenti automatici che crediamo ci forniscano accesso alla soddisfazione di questi talenti, ma che in realtà ci impediscono di raggiungerli.

 

Gli altri otto punti che possiamo riconoscere nella nostra esperienza sono più o meno familiari e presenti secondo il contesto in cui nasciamo, l’ambiente in cui siamo educati, i condizionamenti culturali di cui siamo inevitabilmente permeati.